domenica 30 marzo 2008

DOMENICA DI PAS...TA AL FORNO


Domenica 30 marzo 2008 qui a Bruxelles inizia all'insegna dell'incertezza per il nostro Gian Paolo. Questa volta non mi riferisco all'incertezza meteorologica, dato che con quella il terrone Gian Paolo ormai ci convive quasi serenamente.
Mi riferisco all'incertezza dovuta al fatto che nella stanza di Rue Gèrard 26, non si sapeva se erano le 9,35 o le 10,35. Gian Paolo ricordava che durante la notte appena trascorsa cambiava l'orario ma non sapeva se le lancette andavano portate un'ora avanti o indietro. L'incertezza veniva resa ancora maggiore quando Gian Paolo si rendeva conto che l'orologio del cellulare segnava le 10,05 mentre quello del computer le 11,06. In realtà, però, Gian Paolo non si curava tanto del problema visto che, in ogni caso, era domenica e non aveva impegni da rispettare e quindi, una volta giù dal letto, via con la preparazione del sugo per la pasta al forno. Già, perchè oggi è domenica ed è un dovere morale mangiare la pasta al forno. Saltare la messa di domenica ci può anche stare ma sulla pasta al forno ovviamente non si transige. E allora eccolo Gian Paolo indaffarato a preparare il sugo e le polpette da mettere nella pasta al forno, poi, mentre il sugo cuoce molto lentamente, doccia, colazione, una sistemata alla stanza e si torna ai fornelli per completare l'opera che, anche se non l'ha ancora assaggiata, gli sembra buona.
Solo una telefonata al fratello, iniziata con un eloquente "Ma s pot sapà che cazz di or so?", chiarirà a Gian Paolo che le lancette andavano portate un'ora avanti e che il computer aveva ragione.
Tornando alla pasta al forno è pronta come potete ammirare su e, visto che è vietato mangiare soli la domenica, verrà consumata a casa de Pinto/Giordano dall'autore Gian Paolo, il fratello Gipo e la cognata Carmen.
Buona domenica a tutti, sperando che la vostra pasta al forno sia stata veramente buona.

sabato 22 marzo 2008

Se una rondine non fa primavera...una nevicata? ...anzi due

Già, è primavera. Siamo al 22 marzo e sul calendario è il secondo giorno di primavera. I mandorli in fiore, i fiori di campo, i campi di mandorli in fiore, il passeggio sul lungomare, gli spacconi che aspettano aprile per farsi vedere in costume a mare quando l'acqua è ancora gelida, quelli che non possono ancora andare a mare perchè hanno da fare il tagliando al proprio fisico...pompare ancora un pò i muscoli allenati in palestra durante l'inverno, lampadarsi ancora un pò perchè non è possibile andare a mare se non si è già abbronzati anche se ricordo che una volta si andava a mare per abbronzarsi!!!
Eppure una rondine non fa primavera e, anche se nello splendido sud si è avuto un assaggio di primavera già a fine febbraio bisognerà aspettare ancora un pò per avere giornate veramente primaverili. E questo mi starebbe anche bene ma credo che assistere ad una nevicata il 21 marzo sia eccessivo!!! Si perchè qui a Bruxelles, dove il tempo è sempre incerto e se ora piove tra cinque minuti ci sarà il sole e tra dieci nevicherà, il primo giorno di primavera è iniziato all'insegna dell'incertezza. Mattinata variabile tra soleggiato e nuvoloso poi a mezzogiorno decide di nevicare. E neve sia...fino a sera! E neve anche oggi pomeriggio dopo una mattinata con un sole stupendo. C'è solo da impazzire qui, ma soprattutto da aspettare per una vera primavera

domenica 2 marzo 2008

26, Rue Gerard - 1040 Bruxelles

Dopo giorni e giorni trascorsi a consultare annunci in internet, a fare chilometri in metro e a piedi per visitare stanze e appartamenti, restando stupefatto per le insensatezze architettoniche tipiche delle case belghe, stamattina alle 11,25 ho firmato il contratto per la mia nuova casa.
Per essere più preciso ho affittato 1/4 di casa visto che mi spetta una stanza e devo condividere una cucina, una living room, bathroom e toilette con altri tre inquilini.
Si tratta di una bella casa vicinissima al famoso parco Cinquantenaire e a Shuman dove sono concentrati i palazzi della Commissione Europea, del Consiglio Europeo e del Parlamento.


Visualizzazione ingrandita della mappa



Nei prossimi giorni vi aggiornerò meglio sulla mia casa e sui miei inquilini...intanto mi preparo ad un altro trasloco!!!




giovedì 21 febbraio 2008

LISTA PDL PER LE ELEZIONI '08


Avevo promesso a me stesso di non far campagna elettorale da questo blog ma quella che ho sentito oggi è troppo forte per non scriverci qualcosa su!
A quanto pare il serafico Sandro Bondi, uno dei coordinatori di Forza Italia, ha spedito una lettera a tutti i coordinatori regionali del partito contiene una direttiva precisa con cui "invita", ma solo invita, a non candidare nelle liste del Partito delle Libertà (... di fare i cazzi propri e del Capo Silvio) personaggi coinvolti in processi penali, poi però continua, sono esclusi i "processi politici"!!!
Ora, sorvolando sul concetto di "processi politici" molto caro al Partito di plastica, ho pensato ad una probabile lista di candidati incensurati che non hanno avuto a che fare con la giustizia finora ed è venuto fuori questo elenco:

martedì 12 febbraio 2008

SHYN E GLI AFFARI CINESI

Eccomi qui dopo un pò di giorni a scrivere sull'onda di una connessione wireless sfruttata "alla sgroscia" a danno di qualcuno che sta facendo della beneficenza ad un povero italiano rimasto orfano di internet per più di una settimana.
Oggi inizia per me il secondo mese qui a Bruxelles e l'evento clou che ha chiuso i miei primi trenta giorni nell' eurocapitale è stato senza dubbio l'inizio del corso di inglese che mi impegnerà fino a giugno ogni lunedì e mercoledì dalle 18,05 alle 20,10...che orari eh!!!

Sapete cosa si pensa iniziando un corso di inglese qui a Bxl? Che la politica del terrore e del sospetto verso lo straniero coltivata in Italia come negli Usa da chi ha paura di confrontarsi con gli altri e con se stesso è qualcosa di assolutamente infondato e veramente stupido.
La teacher si chiama Nicole, un tipo abbastanza stravagante con un braccio che non le funziona, e tiene viva la conversazione tra una ventina di giovani e meno giovani provenienti da più di dieci Paesi diversi per una formazione che Moratti se la sogna. Belgio, Congo, Bosnia Erzegovina, Francia, Viet Nam, Romania, Spagna, Cina, Albania, Moldavia, Polonia le nazioni rappresentate, meglio dell'Inter. Il Materazzi di turno, unico italiano, ovviamente sono io.

Mi piaceva pensare ieri sera, mentre ascoltavo gli altri che si presentavano come in una classe di una ventina di persone ci trovi tutto il mondo e trovi confermati i tratti e la fama di ogni popolo.
Ad esempio, la simpaticissima cinese si chiama Shin ed è qui da qualche mese per un progetto di cooperazione tra Cina ed Unione europea (non potete immaginare quanto c'abbiamo messo per capire che quando diceva "Iù" si riferiva alla sigla dell'Unione europea EU), non conosce l'indirizzo della sua abitazione qui a Bxl perchè utilizza sempre un navigatore GPS touch screen e appena ha sentito che Valery, francese, lavora in una azienda tessile le ha subito chiesto un appuntamento per parlare dell'azienda di Valery e concludere un buon affare!!!Sti cinesi non si smentiscono mai!!!

Sifa invece è originaria del Congo, era seduta accanto a me, rideva per ogni cosa che dicevo (sarà che dicevo stronzate o che dicevo cose serie...ma le dicevo come al cazzo) ma di lei vi parlerò qualche altra volta... intanto vi basta sapere che mi sembra più piccola di me e il 5 luglio si sposerà ma prima, entro domani, mi fotocopierà il libro che mi servirà per questo corso di inglese!!!

mercoledì 30 gennaio 2008

L'INTERVISTA SENZA FRENI (1a PARTE)

Questa sera finalmente ho il piacere di intervistarmi… ecco la prima di una serie di interviste che ho intenzione di farmi per aggiornarvi sulle mie condizioni e sull’evoluzione della mia sopravvivenza qui in Belgio!!!

Buona sera monsieur Gian Paolo, come si sente dopo quasi tre settimane fuori di casa?

Beh, innanzitutto ti ringrazio, per avermi chiesto questa intervista. Sai, quando sei all’estero è sempre bello scambiare due chiacchiere senza avere la cacazza di sbagliare ad accocchiare due frasi in una lingua che non conosci bene!

Bene, iniziamo dai suoi primi giorni qui a Bruxelles. Qual è stato il maggior disagio incontrato all’inizio di questa sua esperienza? La lingua, il fatto di non conoscere nessuno… o cos’altro?

Diciamo che come tutti gli italiani che si spostano dalla propria terra il maggior disagio all’inizio è dato dal fare i conti con abitazioni sprovviste di quella grande invenzione e comodità che è il bidet. Così dopo qualche giorno e svariati tentativi di lavarti il culo contorcendoti tutto senza doverti lavare per intero ti convinci che l’unica soluzione è la doccia.

Ecco monsieur Gian Paolo, ma è riuscito a capire il vero motivo di questa mancanza negli appartamenti del resto del mondo?

Guardi, ho fatto a meno del bidet quando son stato in Bosnia, in Spagna, in Francia… pare che secondo questi popoli il bidet sia un accessorio per nulla elegante perché utilizzato in passato dalle prostitute subito dopo aver servito un cliente. Ma io mi dico… piuttosto che tenermi il culo sporco sono disposto ad essere considerato una puttana… ma col culo pulito!

Ma andiamo avanti. Cosa le manca di più di Giovinazzo?

Prima di partire dissi ai miei amici che di Giovinazzo mi sarebbe mancata soprattutto l’AFP e le serate al Palazzetto. Bene, confermo. L’AFP mi manca da morire, sabato scorso mentre Carmela mi mandava i messaggi stavo soffrendo da morire e cantavo da solo in casa i cori degli ultras con la sciarpa bianco verde che Vincenzo Bini mi ha regalato prima di partire! Però non mi manca solo l’AFP, mi mancano i miei amici, gli “amici di Luca”, mi mancano le cene dai Bini, e soprattutto mi manca Marta e mi manca salutare Bice e i suoi amici che ormai hanno completamente rovinato la pavimentazione della Piazza.

Già ma avrà trovato un modo per colmare questa mancanza.

Beh, essenzialmente l’utilizzo delle moderne tecnologie e soprattutto di msn e skype mi tengono in stretto contatto con tutti quanti, però ciò che mi riporta alla cultura e alle tradizioni della mia terra è il largo consumo che faccio dei video di Toti e Tata su You Tube.

Bene, in questi giorni avrà incontrato nuova gente, nuovi amici. Qual è stato l’incontro più significativo che ha fatto?

Beh senza dubbio quello con Jerome. Ero in fila alla ULB (Libera Università di Bruxelles) per iscrivermi al corso di inglese e ho rotto il ghiaccio con questo ragazzo belga, di Bxl che parlava un buon inglese. Abbiamo scambiato due chiacchiere, stronzate ovviamente. Mi ha fatto capire che riesco a farmi capire quando parlo inglese… ma sto veramente frecato!

Siamo alla fine di questa prima intervista monsieur Gian Paolo. Voglio chiederle se in questi giorni lontano dalla sua terra ha mai pianto.

Beh, proprio pianto no, però a volte m’è venuto da piangere.

Quando?

La sera dei falò di Sant’Antonio a Giovinazzo. L’unica sera d’inverno in cui si vede un po’ di gente in giro a Giovinazzo io ero lontano!!! Porca vacca.

Grazie monsieur Gian Paolo, grazie per questa intervista, spero di poter scambiare qualche chiacchiera con lei quanto prima.

Grazie a lei, mi saluti tutti i miei conterranei, se qualcuno di loro ha domande da pormi si faccia portavoce e io sarò felice di rispondere a tutte. A presto!

lunedì 28 gennaio 2008

"DIARIO DI UN PRECARIO MALINCONICO"

Quando sono fuori di casa è raro che telefoni ai miei, mi faccio sentire molto poco. Lo facevo da ragazzo quando ero ai campiscuola, lo facevo una volta in seminario e ancora oggi che sono andato via di casa da ormai più di due settimane.
Stasera ho sentito mia madre al telefono e mi ha riferito che a Giovinazzo in molti le chiedono di me. Le chiedono come sto, che faccio, le dicono che sentono la mia mancanza. Addirittura la signora del quarto piano dice che le manco tantissimo. Ma mi chiedo... ma che ho mai avuto a che fare io con la Signora Marrone? Sarà che con i condomini sono sempre gentile...
Inoltre nella telefonata mia madre mi ha parlato di un articolo che ha costretto alle lacrime zia Anna e zio Ago. Tale pezzo è stato pubblicato sul numero di gennaio del Luce & Vita Giovani.
L'ha scritto fedele e voglio pubblicarlo su questo blog perchè fa parte di questa mia esperienza!

"Altre volte ho preso spunto da episodi realmente vissuti per dare senso alla successione dei miei pensieri fissati nelle povere parole di un articolo.

Non vi parlerò di un vissuto, né di un incontro, ma di un legame, di una costante, di una presenza. Vi parlerò di vita.

I nostalgici liceali ricorderanno Eurialo e Niso, i più agguerriti avventurieri Ernesto e Alberto, i cinefili penseranno a Nutless e Max e così via. In una parola amici.

Amici di vita, di viaggi, di sogni, di esperienze, di bravate, di risate e di lacrime, di pensieri comuni, di parole dette insieme, di intuizioni simultanee, di identità mischiate, quasi confuse tanto da essere pensati insieme.

Il tempo che passa ti ricorda che non sei più bambino e che prima o poi dovrai scegliere, quasi ti obbliga a farlo, prima che sia il tempo stesso a precluderti qualsiasi scelta. E così un giorno il tuo amico ti comunica che partirà, andrà lontano, alla ricerca di un futuro fatto di ore, giorni e non più di sogni e speranze, di lavoro e responsabilità, come se queste debbano per forza escludere il piacere di uno stare insieme.

Il rammarico più grande sta nel non poter additare nessuno, sta nell’essere consapevole che forse l’unica colpa è quella di essere nati in questo tempo, figli della precarietà, prigionieri della nostra stessa amata terra, quella terra che respira di noi ma che non ci dona respiro, quella terra che ancora ci emoziona ma che non ci fa sentire sicuri, stabili.

E allora lasciami rubare uno dei temi a te più cari, amico mio. Lasciami parlare da precario della vita. Con un lavoro a tempo determinato, senza garanzie, diritti e speranze, privo della mia spalla di sempre, innamorato della mia terra e della mia routine, delle nostre prassi e delle nostre passioni, mi sento un po’ perso. Incapace di gioire per poter ancora sporcare i miei piedi della nostra polvere, bloccato nel dare sfogo alla mia malinconia.

Lasciami raccontare ai lettori discreti di queste righe, la fierezza del sentirsi legati, l’ebbrezza della condivisione della vita, dal pane al sogno, dal gioco al silenzio. Lasciami sognare ancora un po’, prima di diventare grande, prima di accorgermi che sei partito davvero, che stasera non ci sarai e che i miei passi saranno davvero solitari.

Arrivederci amico fratello."