venerdì 9 maggio 2008
sabato 19 aprile 2008
ELECSCION DEI
Pensavo che vivendo lontano dall'Italia l'"elecscion dei" avrei accusato meno o assorbito meglio il colpo di una sconfitta prevedibile e del ritorno al potere (se mai l'avesse perso) di Berlusconi.
Ma non avevo ipotizzato che non sarebbe stata una sconfitta, bensì una tragedia.
Solo da ieri ho ripreso a guardare un telegiornale. Il tg1 della notte. Il giornale on line non lo leggo più, cammino per strada con la paura che qualcuno possa sapere che sono italiano e con l'angoscia che, chi sa che sono italiano (come al corso di inglese), possa chiedermi come sia possibile che abbia vinto nuovamente Berlusconi. L'angoscia diventa maggiore se a chiedertelo è una donna spagnola entusiasta di Zapatero.
E' stata una disfatta, ma non voglio fare un'analisi politica e sociologica del voto. Non mi interessa delineare i contorni della tragedia. Gli effetti li riassorbirò pian piano.
La mia riflessione a caldo, che ho condiviso con chi mi è vicino, non riguardava numeri, percentuali e soglie di sbarramento non superate. Riguardava gli exit polls.
Ero in ufficio mentre seguivo su Repubblica.it la diretta dello spoglio e assistevo allo stesso fenomeno di due anni fa. Alle 15 gli exit polls davano una situazione di sostanziale parità con un leggerissimo vantaggio al Senato della coalizione guidata da Berlusconi. Poi i primi dati reali, poi altre proiezioni vedevano crescere il vantaggio del Pdl/Lega sul Pd/Idv. E in serata, i politiconi vincitori ruggivano "Basta con questi exit polls che sbagliano sempre, vietiamoli"!
Beh, due anni fa potevo essere pure d'accordo, anzi lo ero... ma ora la mia posizione è diametralmente opposta. Nel 2006 gli exit polls davano la coalizione di Prodi avanti al Senato e alla Camera di 7/8 punti. Alla fine ci fu il famoso pareggio. Quest'anno gli exit polls davano pareggio alle 15 mentre i risultati finali hanno segnato un distacco tra la coalizione vincitrice e quella del Pd che è passato da essere primo partito col 38% al 33% nel giro di due ore.
La verità è che sia nel 2006 sia domenica e lunedì scorso c'è tanta tanta gente che ha votato per una parte politica ma se ne vergogna. Tanto da mentire nel momento in cui gli viene chiesto di rivotare per i rituali sondaggi. Hanno votato Berlusconi ma se ne vergognano. Ma allora, mi chiedo, perchè l'hanno fatto? Non sono qui per fare un elenco delle motivazioni che spingono a votare per un uomo indegno e inadatto alla guida di un Paese, soprattutto se il Paese è malato e non vuol saperne di curarsi. Di certo non si tratta dei tanto predicati "valori", ma di furbizia, disprezzo delle regole, arroganza, prepotenza, mafiosità.
Mi oppongo alla messa al bando degli exit polls perchè è giusto che chi si vergogna di aver votato Berlusconi provi vergogna, possa avvertirla almeno per un attimo e magari arrossire mentre mente ai sondaggisti prima di tornare a casa e dimenticare tutto. Che provi vergogna come mi vergogno io oggi, qui, quando dico di essere italiano e mi rispondono "Italia: spaghetti, mafia e Berlusconi" e se tutto va bene aggiungono "spazzatura".
Ma non avevo ipotizzato che non sarebbe stata una sconfitta, bensì una tragedia.
Solo da ieri ho ripreso a guardare un telegiornale. Il tg1 della notte. Il giornale on line non lo leggo più, cammino per strada con la paura che qualcuno possa sapere che sono italiano e con l'angoscia che, chi sa che sono italiano (come al corso di inglese), possa chiedermi come sia possibile che abbia vinto nuovamente Berlusconi. L'angoscia diventa maggiore se a chiedertelo è una donna spagnola entusiasta di Zapatero.
E' stata una disfatta, ma non voglio fare un'analisi politica e sociologica del voto. Non mi interessa delineare i contorni della tragedia. Gli effetti li riassorbirò pian piano.
La mia riflessione a caldo, che ho condiviso con chi mi è vicino, non riguardava numeri, percentuali e soglie di sbarramento non superate. Riguardava gli exit polls.
Ero in ufficio mentre seguivo su Repubblica.it la diretta dello spoglio e assistevo allo stesso fenomeno di due anni fa. Alle 15 gli exit polls davano una situazione di sostanziale parità con un leggerissimo vantaggio al Senato della coalizione guidata da Berlusconi. Poi i primi dati reali, poi altre proiezioni vedevano crescere il vantaggio del Pdl/Lega sul Pd/Idv. E in serata, i politiconi vincitori ruggivano "Basta con questi exit polls che sbagliano sempre, vietiamoli"!
Beh, due anni fa potevo essere pure d'accordo, anzi lo ero... ma ora la mia posizione è diametralmente opposta. Nel 2006 gli exit polls davano la coalizione di Prodi avanti al Senato e alla Camera di 7/8 punti. Alla fine ci fu il famoso pareggio. Quest'anno gli exit polls davano pareggio alle 15 mentre i risultati finali hanno segnato un distacco tra la coalizione vincitrice e quella del Pd che è passato da essere primo partito col 38% al 33% nel giro di due ore.
La verità è che sia nel 2006 sia domenica e lunedì scorso c'è tanta tanta gente che ha votato per una parte politica ma se ne vergogna. Tanto da mentire nel momento in cui gli viene chiesto di rivotare per i rituali sondaggi. Hanno votato Berlusconi ma se ne vergognano. Ma allora, mi chiedo, perchè l'hanno fatto? Non sono qui per fare un elenco delle motivazioni che spingono a votare per un uomo indegno e inadatto alla guida di un Paese, soprattutto se il Paese è malato e non vuol saperne di curarsi. Di certo non si tratta dei tanto predicati "valori", ma di furbizia, disprezzo delle regole, arroganza, prepotenza, mafiosità.
Mi oppongo alla messa al bando degli exit polls perchè è giusto che chi si vergogna di aver votato Berlusconi provi vergogna, possa avvertirla almeno per un attimo e magari arrossire mentre mente ai sondaggisti prima di tornare a casa e dimenticare tutto. Che provi vergogna come mi vergogno io oggi, qui, quando dico di essere italiano e mi rispondono "Italia: spaghetti, mafia e Berlusconi" e se tutto va bene aggiungono "spazzatura".
domenica 30 marzo 2008
DOMENICA DI PAS...TA AL FORNO
Domenica 30 marzo 2008 qui a Bruxelles inizia all'insegna dell'incertezza per il nostro Gian Paolo. Questa volta non mi riferisco all'incertezza meteorologica, dato che con quella il terrone Gian Paolo ormai ci convive quasi serenamente.
Mi riferisco all'incertezza dovuta al fatto che nella stanza di Rue Gèrard 26, non si sapeva se erano le 9,35 o le 10,35. Gian Paolo ricordava che durante la notte appena trascorsa cambiava l'orario ma non sapeva se le lancette andavano portate un'ora avanti o indietro. L'incertezza veniva resa ancora maggiore quando Gian Paolo si rendeva conto che l'orologio del cellulare segnava le 10,05 mentre quello del computer le 11,06. In realtà, però, Gian Paolo non si curava tanto del problema visto che, in ogni caso, era domenica e non aveva impegni da rispettare e quindi, una volta giù dal letto, via con la preparazione del sugo per la pasta al forno. Già, perchè oggi è domenica ed è un dovere morale mangiare la pasta al forno. Saltare la messa di domenica ci può anche stare ma sulla pasta al forno ovviamente non si transige. E allora eccolo Gian Paolo indaffarato a preparare il sugo e le polpette da mettere nella pasta al forno, poi, mentre il sugo cuoce molto lentamente, doccia, colazione, una sistemata alla stanza e si torna ai fornelli per completare l'opera che, anche se non l'ha ancora assaggiata, gli sembra buona.
Solo una telefonata al fratello, iniziata con un eloquente "Ma s pot sapà che cazz di or so?", chiarirà a Gian Paolo che le lancette andavano portate un'ora avanti e che il computer aveva ragione.
Tornando alla pasta al forno è pronta come potete ammirare su e, visto che è vietato mangiare soli la domenica, verrà consumata a casa de Pinto/Giordano dall'autore Gian Paolo, il fratello Gipo e la cognata Carmen.
Buona domenica a tutti, sperando che la vostra pasta al forno sia stata veramente buona.
sabato 22 marzo 2008
Se una rondine non fa primavera...una nevicata? ...anzi due
Eppure una rondine non fa primavera e, anche se nello splendido sud si è avuto un assaggio di primavera già a fine febbraio bisognerà aspettare ancora un pò per avere giornate veramente primaverili. E questo mi starebbe anche bene ma credo che assistere ad una nevicata il 21 marzo sia eccessivo!!! Si perchè qui a Bruxelles, dove il tempo è sempre incerto e se ora piove tra cinque minuti ci sarà il sole e tra dieci nevicherà, il primo giorno di primavera è iniziato all'insegna dell'incertezza. Mattinata variabile tra soleggiato e nuvoloso poi a mezzogiorno decide di nevicare. E neve sia...fino a sera! E neve anche oggi pomeriggio dopo una mattinata con un sole stupendo. C'è solo da impazzire qui, ma soprattutto da aspettare per una vera primavera
domenica 2 marzo 2008
26, Rue Gerard - 1040 Bruxelles
Dopo giorni e giorni trascorsi a consultare annunci in internet, a fare chilometri in metro e a piedi per visitare stanze e appartamenti, restando stupefatto per le insensatezze architettoniche tipiche delle case belghe, stamattina alle 11,25 ho firmato il contratto per la mia nuova casa.
Per essere più preciso ho affittato 1/4 di casa visto che mi spetta una stanza e devo condividere una cucina, una living room, bathroom e toilette con altri tre inquilini.
Si tratta di una bella casa vicinissima al famoso parco Cinquantenaire e a Shuman dove sono concentrati i palazzi della Commissione Europea, del Consiglio Europeo e del Parlamento.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Per essere più preciso ho affittato 1/4 di casa visto che mi spetta una stanza e devo condividere una cucina, una living room, bathroom e toilette con altri tre inquilini.
Si tratta di una bella casa vicinissima al famoso parco Cinquantenaire e a Shuman dove sono concentrati i palazzi della Commissione Europea, del Consiglio Europeo e del Parlamento.
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giovedì 21 febbraio 2008
LISTA PDL PER LE ELEZIONI '08
A quanto pare il serafico Sandro Bondi, uno dei coordinatori di Forza Italia, ha spedito una lettera a tutti i coordinatori regionali del partito contiene una direttiva precisa con cui "invita", ma solo invita, a non candidare nelle liste del Partito delle Libertà (... di fare i cazzi propri e del Capo Silvio) personaggi coinvolti in processi penali, poi però continua, sono esclusi i "processi politici"!!!
Ora, sorvolando sul concetto di "processi politici" molto caro al Partito di plastica, ho pensato ad una probabile lista di candidati incensurati che non hanno avuto a che fare con la giustizia finora ed è venuto fuori questo elenco:
martedì 12 febbraio 2008
SHYN E GLI AFFARI CINESI
Eccomi qui dopo un pò di giorni a scrivere sull'onda di una connessione wireless sfruttata "alla sgroscia" a danno di qualcuno che sta facendo della beneficenza ad un povero italiano rimasto orfano di internet per più di una settimana.
Oggi inizia per me il secondo mese qui a Bruxelles e l'evento clou che ha chiuso i miei primi trenta giorni nell' eurocapitale è stato senza dubbio l'inizio del corso di inglese che mi impegnerà fino a giugno ogni lunedì e mercoledì dalle 18,05 alle 20,10...che orari eh!!!
Sapete cosa si pensa iniziando un corso di inglese qui a Bxl? Che la politica del terrore e del sospetto verso lo straniero coltivata in Italia come negli Usa da chi ha paura di confrontarsi con gli altri e con se stesso è qualcosa di assolutamente infondato e veramente stupido.
La teacher si chiama Nicole, un tipo abbastanza stravagante con un braccio che non le funziona, e tiene viva la conversazione tra una ventina di giovani e meno giovani provenienti da più di dieci Paesi diversi per una formazione che Moratti se la sogna. Belgio, Congo, Bosnia Erzegovina, Francia, Viet Nam, Romania, Spagna, Cina, Albania, Moldavia, Polonia le nazioni rappresentate, meglio dell'Inter. Il Materazzi di turno, unico italiano, ovviamente sono io.
Mi piaceva pensare ieri sera, mentre ascoltavo gli altri che si presentavano come in una classe di una ventina di persone ci trovi tutto il mondo e trovi confermati i tratti e la fama di ogni popolo.
Ad esempio, la simpaticissima cinese si chiama Shin ed è qui da qualche mese per un progetto di cooperazione tra Cina ed Unione europea (non potete immaginare quanto c'abbiamo messo per capire che quando diceva "Iù" si riferiva alla sigla dell'Unione europea EU), non conosce l'indirizzo della sua abitazione qui a Bxl perchè utilizza sempre un navigatore GPS touch screen e appena ha sentito che Valery, francese, lavora in una azienda tessile le ha subito chiesto un appuntamento per parlare dell'azienda di Valery e concludere un buon affare!!!Sti cinesi non si smentiscono mai!!!
Sifa invece è originaria del Congo, era seduta accanto a me, rideva per ogni cosa che dicevo (sarà che dicevo stronzate o che dicevo cose serie...ma le dicevo come al cazzo) ma di lei vi parlerò qualche altra volta... intanto vi basta sapere che mi sembra più piccola di me e il 5 luglio si sposerà ma prima, entro domani, mi fotocopierà il libro che mi servirà per questo corso di inglese!!!
Oggi inizia per me il secondo mese qui a Bruxelles e l'evento clou che ha chiuso i miei primi trenta giorni nell' eurocapitale è stato senza dubbio l'inizio del corso di inglese che mi impegnerà fino a giugno ogni lunedì e mercoledì dalle 18,05 alle 20,10...che orari eh!!!
Sapete cosa si pensa iniziando un corso di inglese qui a Bxl? Che la politica del terrore e del sospetto verso lo straniero coltivata in Italia come negli Usa da chi ha paura di confrontarsi con gli altri e con se stesso è qualcosa di assolutamente infondato e veramente stupido.
La teacher si chiama Nicole, un tipo abbastanza stravagante con un braccio che non le funziona, e tiene viva la conversazione tra una ventina di giovani e meno giovani provenienti da più di dieci Paesi diversi per una formazione che Moratti se la sogna. Belgio, Congo, Bosnia Erzegovina, Francia, Viet Nam, Romania, Spagna, Cina, Albania, Moldavia, Polonia le nazioni rappresentate, meglio dell'Inter. Il Materazzi di turno, unico italiano, ovviamente sono io.
Mi piaceva pensare ieri sera, mentre ascoltavo gli altri che si presentavano come in una classe di una ventina di persone ci trovi tutto il mondo e trovi confermati i tratti e la fama di ogni popolo.
Ad esempio, la simpaticissima cinese si chiama Shin ed è qui da qualche mese per un progetto di cooperazione tra Cina ed Unione europea (non potete immaginare quanto c'abbiamo messo per capire che quando diceva "Iù" si riferiva alla sigla dell'Unione europea EU), non conosce l'indirizzo della sua abitazione qui a Bxl perchè utilizza sempre un navigatore GPS touch screen e appena ha sentito che Valery, francese, lavora in una azienda tessile le ha subito chiesto un appuntamento per parlare dell'azienda di Valery e concludere un buon affare!!!Sti cinesi non si smentiscono mai!!!
Sifa invece è originaria del Congo, era seduta accanto a me, rideva per ogni cosa che dicevo (sarà che dicevo stronzate o che dicevo cose serie...ma le dicevo come al cazzo) ma di lei vi parlerò qualche altra volta... intanto vi basta sapere che mi sembra più piccola di me e il 5 luglio si sposerà ma prima, entro domani, mi fotocopierà il libro che mi servirà per questo corso di inglese!!!
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