Stasera ho sentito mia madre al telefono e mi ha riferito che a Giovinazzo in molti le chiedono di me. Le chiedono come sto, che faccio, le dicono che sentono la mia mancanza. Addirittura la signora del quarto piano dice che le manco tantissimo. Ma mi chiedo... ma che ho mai avuto a che fare io con la Signora Marrone? Sarà che con i condomini sono sempre gentile...
Inoltre nella telefonata mia madre mi ha parlato di un articolo che ha costretto alle lacrime zia Anna e zio Ago. Tale pezzo è stato pubblicato sul numero di gennaio del Luce & Vita Giovani.
L'ha scritto fedele e voglio pubblicarlo su questo blog perchè fa parte di questa mia esperienza!
"Altre volte ho preso spunto da episodi realmente vissuti per dare senso alla successione dei miei pensieri fissati nelle povere parole di un articolo.
Non vi parlerò di un vissuto, né di un incontro, ma di un legame, di una costante, di una presenza. Vi parlerò di vita.
I nostalgici liceali ricorderanno Eurialo e Niso, i più agguerriti avventurieri Ernesto e Alberto, i cinefili penseranno a Nutless e Max e così via. In una parola amici.
Amici di vita, di viaggi, di sogni, di esperienze, di bravate, di risate e di lacrime, di pensieri comuni, di parole dette insieme, di intuizioni simultanee, di identità mischiate, quasi confuse tanto da essere pensati insieme.
Il tempo che passa ti ricorda che non sei più bambino e che prima o poi dovrai scegliere, quasi ti obbliga a farlo, prima che sia il tempo stesso a precluderti qualsiasi scelta. E così un giorno il tuo amico ti comunica che partirà, andrà lontano, alla ricerca di un futuro fatto di ore, giorni e non più di sogni e speranze, di lavoro e responsabilità, come se queste debbano per forza escludere il piacere di uno stare insieme.
Il rammarico più grande sta nel non poter additare nessuno, sta nell’essere consapevole che forse l’unica colpa è quella di essere nati in questo tempo, figli della precarietà, prigionieri della nostra stessa amata terra, quella terra che respira di noi ma che non ci dona respiro, quella terra che ancora ci emoziona ma che non ci fa sentire sicuri, stabili.
E allora lasciami rubare uno dei temi a te più cari, amico mio. Lasciami parlare da precario della vita. Con un lavoro a tempo determinato, senza garanzie, diritti e speranze, privo della mia spalla di sempre, innamorato della mia terra e della mia routine, delle nostre prassi e delle nostre passioni, mi sento un po’ perso. Incapace di gioire per poter ancora sporcare i miei piedi della nostra polvere, bloccato nel dare sfogo alla mia malinconia.
Lasciami raccontare ai lettori discreti di queste righe, la fierezza del sentirsi legati, l’ebbrezza della condivisione della vita, dal pane al sogno, dal gioco al silenzio. Lasciami sognare ancora un po’, prima di diventare grande, prima di accorgermi che sei partito davvero, che stasera non ci sarai e che i miei passi saranno davvero solitari.
Arrivederci amico fratello."

7 commenti:
se proprio vuoi saperlo, quando l'ho letto, ha fatto piangere anche me!!!! manchi tanto anche a me, sai? anche se forse io non mi sono mai realmente abituata alla tua presenza...va bè...a stasera
Buonasera, sono il figlio della sig.ra Marrone e volevo dirti che ci manchi...
è vero gianpà... l'altra sera carm, fede e vale sono venuti a casa... c'era pure fra francesco... a un certo punto irene mi ha chiesto: "ma gianpaolo non viene?"... mi è venuto un groppo in gola ma l'ho affogato con una buona dose di cabernet...
ehi..sono già un paio di volte che piango per te!la smettiamo??
..e mentre gli altri affogavano i gropponi col cabernet noialtri ci siamo accontentati di un' ottima cioccolata calda con panna! ;)
gianp ci sono le tue tracce in tutti noi..
Ebbene si compagno... è stato veramente difficile scrivere quelle righe, più difficile del previsto.
Sono contento che abbiano commosso più di una persona perchè vuol dire che è venuto fuori il vero spirito del legame.
La mancanza la sentiamo un po' tutti e per due come noi che sono cresciuti insieme è dura vedersi soli e spaesati. Ma la vita è anche questo e bisogna viverla tutta di un fiato.
L'altra sera a casa di Vincenzo c'era anche un ottimo vino... alla salut compagno!
miii!! Fedele sei un poetaaa!!
E queste parole son arrivate anche qui a Milano. Quando ho saputo che partivi anche tu, un altro Presidente della S.G. a dover lasciar la carica,ho pensato a come fosse strano pensarti senza Giovinazzo sullo sfondo...Ogni partenza obbligata (verso migliori prospettive professionali) ha lo stesso gusto amaro...Ogni volta è una sconfitta per il nostro Paese...ma tu,torna vincitore ;) Un enorme in bocca al lupo ed un abbraccio! Mariapia.
bè...anch'io...Però ti verrò a trovare prima o poi, tanto sono a metà strada ;-) Alina
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